Fiesole dove è e dove era. Per una geografia della lentezza

Fiesole dove è e dove era. Per una geografia della lentezza

Fiesole San Francesco

Fiesole dove è e dove era. Per una geografia della lentezza.

“[…]Una storia quasi immobile, quella dell’uomo nei suoi rapporti con l’ambiente: una storia di lento svolgimento e di lente trasformazioni, fatta spesso di ritorni insistenti, di cicli incessantemente ricominciati. Non ho voluto trascurare quella storia, quasi al di fuori del tempo, a contatto delle cose inanimate, né appagarmi, al riguardo, delle tradizionali introduzioni geografiche alla storia, inutilmente collocate all’inizio di tanti libri, con i loro paesaggi minerari, i loro lavori agricoli e i loro fiori rapidamente messi in mostra, e di cui poi non si fa più cenno, come se i fiori non tornassero ad ogni primavera, le greggi non si fermassero nei loro spostamenti, le navi non dovessero navigare su un mare reale, che cambia con le stagioni.”
(Fernand Braudel, Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II)

Se osserviamo una carta geografica e individuiamo Fiesole, ciò che a prima vista notiamo è la vicinanza che ha con Firenze. E le è così prossima che come se Firenze fosse il sole e Fiesole uno degli astri, avvicinandosi sempre di più, ha poi finito per bruciarsi. Firenze è una città troppo bella… e vista da quassù fa impazzire. Artisti, poeti, fotografi, turisti, passanti, tutti hanno provato, sperimentato, l’incantamento.
Può essere durato solo un attimo, o rinnovarsi ogni volta che la vedi, o magari in certe ore della giornata, della stagione, della vita. Comunque sia, una volta vista Firenze da Fiesole, quell’immagine, quel cielo sospeso sulla città e sulle colline che la circondano, rimarrà per sempre con te.
Firenze vista da Fiesole
Boccaccio, un po’ per necessità e un po’ perché qui vicino ci era vissuto e questi posti li conosceva bene, scelse Fiesole come “palcoscenico” del Decamerone. Per tornare a vivere, salvarsi e sconfiggere la morte con la parola e l’amore, c’era bisogno della magia di questi luoghi.
I Medici poi su queste colline ci fecero costruire una delle loro ville, che guardasse verso la città, e nacque l’idea moderna di Paesaggio, dialogo fra uomo e natura.
Infine, Leonardo da Vinci, il Genio, il visionario da qui sognò di far volare l’uomo empiendo l’universo di stupore.
Da allora Fiesole “ancella” di Firenze diventò simbolo della bellezza, dell’armonia, del bel paesaggio toscano.
E nel gusto e nell’immaginario collettivo, quest’idea di Fiesole è arrivata fino a noi: Fiesole che guarda Firenze e Firenze che guarda Fiesole…

E’ proprio vero, è da un pezzo che non alziamo più la testa! Perché in realtà Fiesole comincia a non vedersi più da Firenze circa 150 anni fa, grazie al Poggi e ai Savoia. Da allora bisogna andare al Piazzale Michelangelo per vederla!
Si costruirono nuovi quartieri, Firenze era fisicamente sempre più vicina ma in realtà Fiesole si allontanava, spariva, e infine è arrivato il XX secolo: le auto, l’abbandono delle campagne, alcuni stravolgimenti edilizi, il turismo di massa, internet, la realtà virtuale. Alla fine era rimasto solo il mito di Fiesole, creato circa 500 anni fa, perché Fiesole, il suo motivo di esistere non lo aveva più!
Poi un giorno questo mondo, che rispetto all’epoca dei nostri Grandi era diventato enorme ma lo si poteva viaggiare in poche ore, si è improvvisamente fermato. Ed è allora che è stato possibile fare un salto indietro di migliaia di anni, quasi al di fuori del tempodove i fiori tornano ad ogni primavera, le greggi si fermano nei loro spostamenti, le navi navigano su un mare reale, che cambia con le stagioni.
Prima di Leonardo, prima di Boccaccio, prima di… Firenze. Si, perché oltretutto a Firenze in quei giorni non ci si poteva neppure andare!
E’ stato quello il momento di riprendere una carta geografica, guardarsi intorno, orientarsi, ricercare antichi, vecchi punti di vista e provare a rimettersi in cammino.

Come una benedizione, è forse il momento di rinascere. Ora o mai più.
Carta geografica fi Fiesole

3 Comments

  1. Tommaso Rossi says:

    Ciao Giovanni,
    Iniziare con Braudel citando uno dei lavori storiografici più affascinanti di sempre mi pare già un meraviglioso avvicinamento.
    Ma devo farti davvero i miei più sinceri complimenti per la stimolante e affascinante riflessione che hai elaborato sul tempo che stiamo attraversando, il frutto quasi naturale di una grande passione e di una profonda conoscenza, non solo storica, della nostra Fiesole.
    Il lavoro che hai portato avanti in questi anni, con grande tenacia e con una forza creativa rara, ne è la dimostrazione concreta, una bellissima storia nata dall’amore di un fiesolano per il proprio territorio, perché dal movimento della passione tutto si può generare, grazie

    • Tommaso Rossi says:

      Ciao Tommaso,
      grazie per il tuo commento e le tue preziose parole. Il mio obbiettivo è guardare avanti facendo tesoro della grande ricchezza che abbiamo ereditato. Grazie!!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *