Fiesole: E-bike, pane e olio di oliva

E-bike, Pane e Olio di oliva

Le escursioni in e-bike che propongo a Fiesole vorrei rispecchiassero la semplicità e la genuinità della mia quotidianità, per cui il divertimento e il piacere delle mie gite credo si riassuma bene in queste parole: e-bike, pane e olio di oliva. Perché non è mio obbiettivo proporre esperienze diverse dal mio modo di vivere. Sono cresciuto a pane e olio – talvolta anche a pane, acqua, vino e zucchero, ma non raccontatelo ai pediatri – e questo è ciò che vorrei raccontare e far conoscere. C’è tutto un mondo dentro! Di paesaggi da sogno la Toscana è piena, ed ovviamente anche io ve li mostrerò. Ma voglio essere onesto e sincero. Il mio mondo è fatto di persone semplici e di cose semplici, appunto come un po’ di pane, un po’ di olio e un gottino di vino rosso.
Pertanto non posso assicurarvi che la vostra esperienza sarà indimenticabile, ma posso assicurarvi che sarà vera.

Il Senso dell’olio d’oliva.
Durante le mie escursioni in e-bike, mi è capitato spesso di cercare di spiegare ai miei ospiti quale è oggi il Senso dell’Olio di oliva per un toscano e in particolare per me che vivo a Fiesole.
E visto che non sono molto preparato nel dare spiegazioni scientifiche e mi piacciono le storie, spesso gli racconto la mia esperienza. Che poi è forse ciò che si apprezza: il motivo del Viaggiare è una ricerca, ed io forse posso essere un anello, una guida appunto, che aiuti l’esploratore in questo progetto.

Per prima cosa descrivo il colore dell’olivo.
E’ il grigio, che quasi si confonde con la nostra Pietra Serena, e si nasconde al sole. Il verde arriva quasi in punta di piedi, traspare soltanto. L’olivo toscano è un albero modesto e umile. Ma quando il vento lo scuote e lo mette a nudo, brilla!
E’ “bello dentro”, nella sostanza, non ha bisogno di mettersi in mostra.

Il nome: olio.
Per me non esiste “extra-vergine”, “prima spremitura”, “evo” ecc. Ha un solo nome ed è inconfondibile: olio. La qualità la riconosco dal gusto.

La quantità: abbondante.
Lo usiamo per cucinare, qualsiasi cosa, e quando è buono rende ogni piatto migliore. In casa mia siamo in 3 persone e ne usiamo 4/5 litri al mese!
Ad esempio anche i nostri dolci tradizionali sono fatti con l’olio d’oliva, e un tempo, quando ancora si acquistava il vino a damigiane, addirittura lo si usava nei fiaschi al posto del sughero: il vino durava poco, e quando si infiascava, un po’ d’olio andava bene affinché quello non si guastasse prima di essere bevuto.

Il lavoro: racconto la fatica.
La raccolta delle olive per molte famiglie oggi è un evento, quasi una ricorrenza e una festa, ma per apprezzarne il valore dovremmo avere anche un po’ più “fame” e “bisogno”. Viviamo nel benessere e tutto è scontato, la fatica e la durezza della vita del contadino è quasi un mito di cui noi ci glorifichiamo… dovremmo inchinarsi di fronte ai contadini! Ne son rimasti pochi. Provate a cercare di guadagnarvi da vivere vendendo onestamente olio d’oliva e capirete il peso di ogni singola oliva!

Dov’è: l’olivo lo si trova ovunque.
Lungo l’Arno, praticamente all’interno della città, fino ai 450/500 metri di altitudine. E’ per me un confine geografico. Oltre quella quota arriva il castagno… e siamo già in montagna.
Accompagna Firenze fin dentro le nostre colline… o le nostre colline entrano con lui a Firenze.
E con noi si siede a tavola. Da sempre: acqua, vino, pane e olio. E spiego che non ho mai mangiato bruschette, non ho mai chiesto a mia mamma una “bruschetta con l’olio”. Quando alle 5 di pomeriggio si faceva merenda c’era semplicemente: Pane, olio e un pizzico di sale.

Il gusto.
C’è quello per cucinare, un po’ meno pregiato e a buon prezzo, e quello per condire, quello buono, quello pizzichino!
Per la mia famiglia quello buono è sempre stato quello di Montereggi. Alla raccolta, quando era “novo”, i miei nonni lo regalavano ai miei genitori e loro oggi lo regalano a noi.

Ed io lo offro ai miei ospiti!

Ed è grazie alla disponibilità, alla collaborazione ad alla generosità di Giorgio Cavalloni, la cui famiglia è proprietaria della Fattoria di Montereggi dal 1926, che ogni nostra escursione in e-bike prevede la sosta nella sua Fattoria per un assaggio di pane e olio accompagnato da un “gottino” di vino della casa.

L’atmosfera è quella di casa, informale e accogliente, antica e sincera, e per fortuna bene si abbina alla nostra idea di ospitare:
“E-bike, pane e olio di oliva”.